terça-feira, 21 de agosto de 2012

S.PIO X E O MODERNISMO

Ritratto di San Pio X. Secolo XX. Chiesa San Andrea delle Fratte, Roma
pag.
[Premessa]
III
1. Le difficoltà
IV
2. Le ricerche fatte dalla Sezione Storica
VIII
3. Il Sommario addizionale e la documentazione addotta
IX
4. I risultati che scaturiscono dal Sommario addizionale
1) Osservazioni previe
XIII
2) La stampa nella lotta modernista e la linea di condotta del Servo di Dio
XV
3) Il Modernismo a Milano e il caso del Card. Ferrari
XX
4) Il Servo di Dio e il Sodalitium Pianum di Mons. Benigni
XXII
5) Atteggiamento del Servo di Dio con varie persone sospette di Modernismo
XXV
5. Conclusione
XXX
1. Mons. Giuseppe Pescini
3
2. Dott. Giuseppe Fornari
5
3. Card. Pietro Gasparri
6
4. P. Girolamo Bianchi
11
1. S. Ecc. Mons. Ferdinando Rodolfi
12
1. Mons. Giovanni Bressan
16
2. S. Ecc. Mons. Ernesto Ruffini
17
3. Mons. Guido Anichini
18
4. On. Giovanni M. Longinotti
18
5. P. Antonio Soirat
25
6. Conte Giuseppe Della Torre
25
7. Dott. Guido Aureli
26
8. P. Giulio Saubat
30
9. P. Enrico Jeoffroid
43
10. Mons. Giuseppe Pescini
43
11. Mons. Carlo Respighi
45
12. Sac. Paolo de Töth
48
1. S. Ecc. Giovanni Jeremich
50
1. Mons. Lodovico Parolin
51
Il Card. Maffi e la Santa Sede nella questione del giornalismo cattolico
56
1. Lettera del Card. De Lai al Card. Maffi, 19 genn. 1909
57
2. Lettera del Card. Maffi al Card. De Lai, 20 febbr. 1909
57
3. Lettera del Card. Maffi al Card. De Lai, 10 febbr. 1911
59
4. Lettera del Card. De Lai al Card. Maffi, 19-23 febbr. 1911
64
5. Biglietto del Servo di Dio al Card. De Lai, 26 febbr. 1911
77
6. Lettera del Card. Maffi al Card. De Lai, 25 febbr. 1911
77
7. Biglietto di Pio X al Card. De Lai, 28 febbr. 1911
80
8. Lettera del Card. Maffi al Card. De Lai, 18 marzo 1911
80
9. Lettera del Card. Maffi al Card. De Lai, 31 luglio 1912
81
10. Lettera del Card. De Lai al Card. Maffi, 14 agosto 1912
92
11. Lettera del Card. Merry del Val al Card. Maffi, 13 ag. 1912
98
12. Lettera di Pio X a Mons. Mistrangelo, 23 febbr. 1910
100
Il Servo di Dio e L'Unità Cattolica di Firenze
101
1-15. Lettere del Servo di Dio a Mons. Mistrangelo (1907-1911)
103
16. Appendice. Lettera di Mons. De Töth all'Avv. Ferrata, 4 aprile 1950
113
Elementi intorno alla stampa cattolica
116
1. Lettera del Servo di Dio a Don Manzoni, 19 marzo 1911
117
2. Lettera di Pio X a Mons. Archi, 15 maggio 1911
118
3. Lettera apostolica Ista quanti sit all'Episcopato Lombardo, 1 luglio 1911
119
4. Lettera del Card. Merry del Val al sac. Boccardo, 30 giugno 1912
121
5. Lettera di Pio X al Prevosto di Casalpusterlengo, 20 ottobre 1912
123
6. «Avvertenza» della Santa Sede a proposito dei giornali detti di penetrazione, 2 dicembre 1912
125
7. Lettera di Mons. Della Chiesa al Card. De Lai, 5 dic. 1912
127
[Introduzione generale]
129
§ 1 - I personaggi in questione
130
§ 2 - Il Modernismo a Milano
132
§ 3 - Atteggiamento di Pio X nella controversia Scotton-Milano
133
1. Relazione dei Card. Ferrari sul Modernismo, 10 genn. 1909
135
2. Verbale della Commissione di Vigilanza, 18 dic. 1908
139
3. Lettera del Card. De Lai al Card. Ferrari, 30 genn. 1909
143
4. Lettera di Pio X al Card. Ferrari, 27 febbr. 1910
144
5. Il sac. Fontana rifiuta il giuramento antimodernistico, 14 dicembre 1910
146
6. Trafiletto della Riscossa, 17 dicembre 1910
147
7. Reazione a Milano e lettera del Card. Ferrari al Card. De Lai, 4 gennaio 1911
148
8. Risposta del Card. De Lai al Card. Ferrari, 9 genn. 1911
152
9. Sviluppo della controversia Scotton-Milano, 9 gennaio -12 febbraio 1911
157
10. La Santa Sede impone silenzio, 12 febbraio 1911
162
11. Ulteriore sviluppo, 12 febbraio-1 marzo 1911
163
12. Lettera del Card. De Lai al Card. Ferrari, 1 marzo 1911
168
13. Fase transitoria della controversia, 1-28 marzo 1911
171
14. Intervento di Pio X e conclusione, 28 marzo-13 maggio 1911
176
a) Lettera di Pio X al Card. Ferrari, 28 marzo 1911
177
b) Risposta del Card. Ferrari al S. Padre, 3 apr. 1911
180
c) Estratto del discorso del Card. Ferrari ai Seminaristi di Milano, 14 aprile 1911
183
d) Lettera di Pio X al Card. De Lai, 4 maggio 1911
188
e) Lettera del Card. De Lai al Card. Ferrari, 5 maggio 1911
189
f) Lettera del Card. Ferrari al Card. De Lai, 9 maggio 1911
192
g) Lettera di Pio X al Card. De Lai, 12 maggio 1911
192
h) Lettera del Card. De Lai al Card. Ferrari, 13 maggio 1911
194
15. Conclusione della controversia
194
[Introduzione generale]
196
§ I - Mons. Umberto Benigni (1862-1934)
197
§ II - Il Sodalitium Pianum
204
1. Origine del Sodalitum Pianum
206
2. Idea primitiva
207
3. Funzionamento concreto
208
1) Roma: direzione, dieta, segreteria
208
2) Fuori: membri, collaboratori, Conferenza S. Pietro
209
3) Servizio ordinario e straordinario
213
4) Attività collaterali
214
5) Secreto, cifrario, il «complotto» modernista, il «controcomplotto»
225
6) Indiziati, denunziati
231
7) Finanziamento
233
8) Amici e fautori
234
9) Avversari e accuse
234
4. Riassunto e giudizio complessivo
237
5. S. Pio X e il Sodalitium Pianum
238
[Documenti]
1. Autografo di Pio X in favore del SP, 5 luglio 1912
239
2. Secondo autografo di Pio X in favore del SP, 8 luglio 1912
240
3. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, 19 dic. 1912
240
4. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, 28 dic. 1912
241
5. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, 21 genn. 1913
243
6. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai con «specimen» dei cambiamenti nel SP, 23 gennaio 1913
244
7. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, 29 genn. 1913
246
8. Lettera di Mons. Benigni ai Card. De Lai, 5 febbr. 1913
248
9. Biglietto di Mons. Benigni al Card. De Lai, 19 febbr. 1913
250
10. Previa approvazione dell'idea generale del SP da parte di Pio X, 25 febbraio 1913
250
11. Avviso di Mons. Benigni ai membri del SP per notificare l'approvazione, 25 febbraio 1913
252
12. Lettera della Direzione del SP al Card. De Lai, 26 feb. 1913
253
13. Attergato del Card. De Lai al programma e allo statuto del SP, 1 marzo 1913
254
14. Avviso del SP ai membri per indicare giorni di preghiere, 12 marzo 1913
255
15. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, con foglio d'informazione, 22 novembre 1913
256
Appendice. Altro foglio d'informazione, luglio 1914
259
16. Statuto e Programma del SP, ottobre 1913
260
17. Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai, 25 marzo 1914
266
18. Terzo autografo di Pio X in favore dei SP, 6 luglio 1914
268
19.
a) Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai per notificare lo scioglimento del SP, 22 agosto 1914
268
b) La Direzione del SP comunica ai membri lo scioglimento 22 agosto 1914
269
20.
a) Lettera di Mons. Benigni al Card. De Lai per la ricostituzione del SP, 24 giugno 1915
270
b) Statuto modificato del 1915
271
21. Minuta di biglietto del Card. De Lai a Mons. Benigni, 3 luglio 1915
272
22. Minuta di biglietto del Card. De Lai a Mons. Benigni, 14 luglio 1915
273
23. Comunicazione del Card. De Lai a Mons. Benigni, 3 ag. 1915
274
24. Atto di omaggio di Mons. Benigni al Card. De Lai, 8 ag. 1915
275
25. Estratto da un esposto di Mons. Benigni al Card. De Lai, 2 gennaio 1917
276
26. Inchiesta circa il SP da parte della S. Congregazione del Concilio, 10 novembre 1921
279
27. Risposta ufficiale di Mons. Benigni all'inchiesta, 16 novembre 1921
281
28. Risposta confidenziale di Mons. Benigni al Card. Sbarretti, 16 novembre 1921
291
29. Comunicazione del Card. Sbarretti a Mons. Benigni, 25 novembre 1921
291
30. Comunicazione dello scioglimento del SP, 1 dicembre 1921:
a) al Card. Sbarretti
296
b) ai sodali
296

Exactly 100 years ago, Saint Pius X enacted another major practical measure in his struggle against Modernism.

 
Exactly 100 years ago, Saint Pius X enacted another major practical measure in his struggle against Modernism. After defining Modernism in Pascendi, organizing Biblical and theological studies, preventing young children from being contaminated by false doctrine before receiving the Most Holy Sacrament, clearly condemning the ecumenical and heretical nature of a certain kind of "Catholic politics", among other measures, the Pope laid down measures in all areas of Catholic formation and academic studies.

In the first words of his Motu Proprio Sacrorum Antistitum, of September 1, 1910, Saint Pius X made his concerns clear:

It seems to Us that it has not been ignored by none of the holy Bishops that the class of men, the modernists, whose personality was described in the encyclical letter Pascendi Dominici Gregis, have not refrained from working in order to disturb the peace of the Church. They have not ceased to attract followers, either, by forming a clandestine group; by these means, they inject in the very veins of the Christian Republic the virus of their doctrine, by editing books and publishing articles in anonymity or with pseudonyms. By reading anew Our aforementioned letter, and considering it carefully, it is clearly seen that this deliberate movement is the work of the men that we described in it, enemies that are the more dangerous the closer they are; that abuse their ministry by offering poisoned nourishment and by surprising the less cautious; by handing a false doctrine in which the sum of all errors is enclosed.

The Motu Proprio included in its text the famous Formula or Oath against Modernism:

I . . . . firmly embrace and accept each and every definition that has been set forth and declared by the unerring teaching authority of the Church, especially those principal truths which are directly opposed to the errors of this day.

And first of all, I profess that God, the origin and end of all things, can be known with certainty by the natural light of reason from the created world, that is, from the visible works of creation, as a cause from its effects, and that, therefore, his existence can also be demonstrated.

Secondly, I accept and acknowledge the external proofs of revelation, that is, divine acts and especially miracles and prophecies as the surest signs of the divine origin of the Christian religion and I hold that these same proofs are well adapted to the understanding of all eras and all men, even of this time.

Thirdly, I believe with equally firm faith that the Church, the guardian and teacher of the revealed word, was personally instituted by the real and historical Christ when he lived among us, and that the Church was built upon Peter, the prince of the apostolic hierarchy, and his successors for the duration of time.

Fourthly, I sincerely hold that the doctrine of faith was handed down to us from the apostles through the orthodox Fathers in exactly the same meaning and always in the same purport. Therefore, I entirely reject the heretical misrepresentation that dogmas evolve and change from one meaning to another different from the one which the Church held previously. I also condemn every error according to which, in place of the divine deposit which has been given to the spouse of Christ to be carefully guarded by her, there is put a philosophical figment or product of a human conscience that has gradually been developed by human effort and will continue to develop indefinitely.

Fifthly, I hold with certainty and sincerely confess that faith is not a blind sentiment of religion welling up from the depths of the subconscious under the impulse of the heart and the motion of a will trained to morality; but faith is a genuine assent of the intellect to truth received by hearing from an external source. By this assent, because of the authority of the supremely truthful God, we believe to be true that which has been revealed and attested to by a personal God, our creator and Lord.

Furthermore, with due reverence, I submit and adhere with my whole heart to the condemnations, declarations, and all the prescripts contained in the encyclical Pascendi and in the decree Lamentabili, especially those concerning what is known as the history of dogmas.

I also reject the error of those who say that the faith held by the Church can contradict history, and that Catholic dogmas, in the sense in which they are now understood, are irreconcilable with a more realistic view of the origins of the Christian religion.

I also condemn and reject the opinion of those who say that a well-educated Christian assumes a dual personality-that of a believer and at the same time of a historian, as if it were permissible for a historian to hold things that contradict the faith of the believer, or to establish premises which, provided there be no direct denial of dogmas, would lead to the conclusion that dogmas are either false or doubtful.

Likewise, I reject that method of judging and interpreting Sacred Scripture which, departing from the tradition of the Church, the analogy of faith, and the norms of the Apostolic See, embraces the misrepresentations of the rationalists and with no prudence or restraint adopts textual criticism as the one and supreme norm.

Furthermore, I reject the opinion of those who hold that a professor lecturing or writing on a historico-theological subject should first put aside any preconceived opinion about the supernatural origin of Catholic tradition or about the divine promise of help to preserve all revealed truth forever; and that they should then interpret the writings of each of the Fathers solely by scientific principles, excluding all sacred authority, and with the same liberty of judgment that is common in the investigation of all ordinary historical documents.

Finally, I declare that I am completely opposed to the error of the modernists who hold that there is nothing divine in sacred tradition; or what is far worse, say that there is, but in a pantheistic sense, with the result that there would remain nothing but this plain simple fact-one to be put on a par with the ordinary facts of history-the fact, namely, that a group of men by their own labor, skill, and talent have continued through subsequent ages a school begun by Christ and his apostles.

I promise that I shall keep all these articles faithfully, entirely, and sincerely, and guard them inviolate, in no way deviating from them in teaching or in any way in word or in writing. Thus I promise, this I swear, so help me God, and these holy Gospels of God which I touch with my hand.

São Pio X

São Pio X

| 10 de novembro de 2008 | Comente!
Há um século subia ao Trono pontifício um Papa santo. Em 4 de agosto de 1903, o Cardeal Giuseppe Sarto foi eleito para o Sumo Pontificado, como sucessor de São Pedro, sendo coroado a 9 do mesmo mês. São Pio X, um dos maiores Pontífices de todos os tempos, foi o único Papa canonizado no século XX.
Nos primórdios do século XX, no mundo inteiro pipocavam revoluções de cunho anarquista, visando abalar as últimas colunas que restavam da Civilização Cristã.
E na Santa Igreja a situação não era menos grave. Verdadeiras heresias, infiltradas nos meios católicos, minavam os fundamentos da Igreja duas vezes milenar. Compelida a combater os inimigos externos, a Igreja estava sendo corroída também por inimigos internos, principalmente pela conspiração organizada pelo movimento então denominado modernista — precursor do progressismo católico de nossos dias.
Nessa terrificante encruzilhada, morre o Papa Leão XIII, a 20 de julho de 1903.
Urgia, em vista desse quadro, o aparecimento de um providencial defensor da Igreja e da Cristandade. A Divina Providência suscitou então um Papa Santo, dotado de extraordinária grandeza de alma.

Eleição e coroação de São Pio X

Transcorridos os 11 dias de orações, prescritos para sufrágio da alma do Papa Leão XIII, recém-falecido, os cardeais da Santa Igreja (em número de 62, na época) iniciaram o Conclave — reunião do Colégio cardinalício com o objetivo de eleger o novo Papa.
Os primeiros escrutínios indicavam a escolha do Cardeal Rampolla — que fora colaborador direto de Leão XIII. Mas no dia 1º de agosto foi comunicado aos cardeais, no Conclave, o veto do Imperador da Áustria, Francisco José. Veto que, segundo uma tradição, poderia ser exercido pelo Imperador austríaco.
Devido a isso, o Cardeal Giuseppe Sarto, de Veneza, passou a ser o preferido. Entretanto, num exercício de autêntica humildade, pedia aos cardeais que nele não votassem. Mas ele era o escolhido também pela Divina Providência. No sétimo turno da votação, o Cardeal Sarto, por insistência de vários de seus pares no Sacro Colégio, acabou aceitando(1) e foi eleito o 259º sucessor de São Pedro, por 50 votos a seu favor, no dia 4 de agosto de 1903.
O Cardeal Sarto, de cabeça baixa, ouviu o resultado do sufrágio. Segundo o costume, aproximou-se dele o Cardeal Decano e perguntou-lhe se aceitaria ou não a eleição à Sede Pontifícia.
Com os olhos banhados em lágrimas, e a exemplo de Nosso Senhor Jesus Cristo, respondeu: “Se não for possível afastar de mim esse cálice, que se faça a vontade de Deus. Aceito o Pontificado como uma cruz”.(2)
Após cinco dias, teve lugar a grandiosa cerimônia de coroação do sucessor de São Pedro, para a glória da Santa Igreja.

Magníficas obras pela restauração da Cristandade


O Cardeal Sarto deixa Veneza rumo ao Conclave, onde será eleito Papa
O glorioso, árduo e fecundo pontificado desse Vigário de Cristo durou 11 anos. Nesse período, foram lançados mais de 3.000 documentos oficiais, com o objetivo de Instaurare omnia in Christo — conforme seu lema. E tem estreita analogia com esta sua afirmação: “Se alguém pedir uma palavra de ordem, sempre daremos esta e não outra: Restaurar todas as coisas em Cristo”.(3)
Nesse sentido de restaurar todas as coisas em Cristo, foram numerosas e admiráveis as obras empreendidas pelo Santo Pontífice para defender a Civilização Cristã gravemente ameaçada.
Em seu esplêndido livro de memórias, o Cardeal Merry del Val, Secretário de Estado de São Pio X, enumera de passagem algumas dessas obras:
“A reforma da Cúria Romana; a fundação do Instituto Bíblico; a construção de seminários centrais e a promulgação de leis para a melhor disciplina do clero; a nova disciplina referente à primeira comunhão e à comunhão freqüente; o restabelecimento da música sacra; a vigorosa resistência movida contra os fatais erros do chamado modernismo e a corajosa defesa da liberdade da Igreja na França, Alemanha, Portugal, Rússia e outros países, sem aludir a outros atos de governo, justificam certamente que Pio X tenha sido destacado como um grande Pontífice e um diretor humano excepcional. Posso testemunhar que todo esse enorme trabalho foi devido principalmente e — muitas vezes — exclusivamente à sua própria idéia e iniciativa. A História haverá de proclamá-lo como algo mais que um Papa cuja bondade ninguém seria capaz de discutir.
Os limites que me impus ao traçar estas breves Memórias me impedem de entrar a fundo no estudo das diversas e importantes questões a que mais acima me referi; mas há uma delas cuja importância creio merecer especial atenção neste curto relato, e esta é a compilação do novo Código de Direito Canônico”.(4)
* * *
O Cardeal, fidelíssimo Secretário de Estado de São Pio X, passa a narrar o intenso trabalho do Santo Padre para reorganizar e aprimorar o novo Código, uma vez que o anterior era um emaranhando confuso, uma legislação que se prestava a diversas interpretações. Foram 11 anos de trabalho quase ininterrupto, mas ao cabo dos quais a admirável codificação ficou praticamente pronta nos últimos dias de São Pio X, em 1914. Seu sucessor, Bento XV, rendeu-lhe uma merecida homenagem, promulgando o novo Código elaborado por seu augusto predecessor.

Mansidão do cordeiro, força do leão

Uma palavra a respeito de uma característica em que se destacou no mais alto grau São Pio X: sua extrema bondade, ao lado de uma indomável energia. Sobre isso, nada melhor que darmos a palavra a quem o conheceu mais de perto, e devotadamente o serviu por 11 anos — seu próprio Secretário de Estado, o Cardeal Merry del Val:
“Seria um grande erro crer que esta característica [a bondade] tão atraente de Pio X o retratasse plenamente ou resumisse seus dotes e qualidades; nada mais longe da verdade. Ao lado dessa bondade, e de modo feliz combinada com a ternura de seu coração paternal, possuía uma indomável energia de caráter e uma força de vontade que podiam testemunhar, sem vacilação, os que realmente o conheceram, embora em mais de uma ocasião surpreendesse, e até causasse estranheza àqueles que somente haviam tido ocasião de experimentar sua delicadeza e reserva habituais.
Mantinha um absoluto senhorio de si e dominava os impulsos de seu ardente temperamento. Não vacilava em ceder em assuntos que não considerava essenciais, e até estava disposto a considerar e aceitar a opinião de outros se isso não implicasse em risco para algum princípio; mas não havia nele nenhuma debilidade.
Quando surgia alguma questão na qual se fazia necessário definir e manter os direitos e liberdade da Igreja, quando a pureza e integridade da verdade católica requeriam afirmação e defesa, ou era preciso sustentar a disciplina eclesiástica contra o relaxamento ou influência mundanas, Pio X revelava então toda a força e energia de seu caráter e o intrépido valor de um grande Pontífice consciente da responsabilidade de seu sagrado ministério e dos deveres que julgava ter que cumprir a todo custo.
Era inútil, em tais ocasiões, que alguém tratasse de dobrar sua constância; toda tentativa de intimidá-lo com ameaças, ou de afagá-lo com sedutores pretextos ou recursos meramente sentimentais, estava condenada ao fracasso”.(5)

A conjuração do movimento modernista

Esse santo varão, que derramava copiosas lágrimas considerando a paixão da Santa Igreja, era entretanto de uma severidade ímpar contra o mal. Depois de esgotar todos os recursos ao seu alcance para levar alguém à conversão, severamente condenava. Estava sempre disposto a perdoar, por assim dizer, maternalmente. Mas se a pessoa persistisse no erro e, pior, procurasse contaminar outros com seus desvios, o Santo Papa a reprovava energicamente. Foi o que ocorreu quando condenou o movimento modernista — “síntese de todas as heresias”, conforme o definiu —, que se infiltrara sub-repticiamente nas próprias fileiras católicas, com a finalidade de modernizar, adaptar e deturpar inteiramente o ensinamento tradicional da Igreja.
Assim, o Santo Padre lançou várias advertências aos mentores desse movimento, os quais não as levaram em consideração, pois se obstinavam no mal e procuravam corromper outros membros da Igreja e até mesmo da alta Hierarquia eclesiástica. Publicou então sua estupenda Encíclica Pascendi Dominici Gregis, de 8 de setembro de 1907, fulminando o modernismo [Ver quadro ao lado]. Tal documento completava a condenação já expressa no Decreto Lamentabili Sane Exitu, de 3 de julho do mesmo ano.

O neomodernismo de nossos tempos

Como se pôde observar, vem de há muito a tentativa de infiltração no interior da Santa Igreja, por parte de inimigos velados ou declarados, a fim de “modernizar”, adaptar aos novos tempos e adulterar o Magistério tradicional e infalível da Santa Igreja Católica Apostólica Romana.
Peçamos ao ínclito Papa São Pio X o discernimento, a argúcia, a energia e a combatividade que ele teve ao enfrentar destemidamente as raízes dos erros que, em nossos dias, professa o chamado progressismo católico, continuador do modernismo de sua época.
São Pio X condena o modernismo
Os mais perigosos inimigos da Igreja
“Não se afastará, portanto, da verdade quem os tiver como os mais perigosos inimigos da Igreja. Estes, em verdade, como dissemos, não já fora, mas dentro da Igreja, tramam seus perniciosos desígnios; e por isto, é por assim dizer nas próprias veias e entranhas dela que se acha o perigo, tanto mais ruinoso quanto mais intimamente eles a conhecem. Além de que, não sobre as ramagens e os brotos, mas sobre as mesmas raízes, que são a Fé e suas fibras mais vitais, é que meneiam eles o machado. Batida pois esta raiz da imortalidade, continuam a derramar o vírus por toda a árvore, de sorte que coisa alguma poupam da verdade católica, nenhuma verdade há que não intentem contaminar. E ainda vão mais longe; pois, pondo em obra o sem número de seus maléficos ardis, não há quem os vença em manhas e astúcias, porquanto fazem promiscuamente o papel ora de racionalistas, ora de católicos, e isto com tal dissimulação, que arrastam sem dificuldade ao erro qualquer incauto; e sendo ousados como os que mais o são, não há conseqüências de que se amedrontem e que não aceitem com obstinação e sem escrúpulos (nº 3) [...].
Já não se trata aqui do velho erro, que à natureza humana atribuía um quase direito à ordem sobrenatural. Vai-se muito mais longe ainda; chega-se até a afirmar [na doutrina modernista] que a nossa santíssima religião, no homem Jesus Cristo assim como em nós, é fruto inteiramente da natureza. Nada pode vir mais a propósito para dar cabo de toda ordem sobrenatural” (nº 10). (Encíclica de São Pio X sobre as Doutrinas Modernistas, Pascendi Dominici Gregis, de 8-9-1907, Editora Vozes Ltda, Petrópolis, 1948, pp. 4-5; 10-11).

Notas:

1 Na contracapa da edição de julho de Catolicismo, vem descrito o papel fundamental representado pelo então Mons. Merry del Val (depois Cardeal) para convencer o Cardeal Sarto a aceitar o resultado da eleição.
2 P. Girolamo Dal-Gal, Pio X il Papa Santo, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1940, p. 135.
3 Op. cit., p. 133.
4 Cardeal Rafael Merry del Val, Memorias del Papa Pio X, Sociedad de Educación Atenas, S.A., Madrid, 1946, pp. 103-105.
5 Op. cit., pp. 45-46.
Artigo oferecido pela Revista Catolicismo